jump to navigation

Per un pugno di dollari 20/07/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
add a comment

In un rapporto, Amnesty International rivela che molte donne e bambini peruviani muoiono ogni anno a causa di un sistema sanitario discriminatorio. Il rapporto dimostra che le donne indigene in Perù sono riluttanti ad andare in ospedale per partorire a causa della discriminazione dei professionisti medici e che ai bambini nati in casa viene negato il certificato di nascita a causa di tasse e lungaggine burocratica.

Una maternità efficente e un servizio sanitario infantile in Perù sembrano essere privilegi dei ricchi. Le donne povere, che sono a forte rischio di salute durante la gravidanza ed il parto, e i bambini emarginati che affrontano alti rischi di malattia durante i primi anni di vita, sono quelli che ricevono meno protezione.
In fin dei conti: “prima le donne e i bambini”.

Fonte.

Annunci

Vittime colpevoli, oltre allo stupro, la beffa 16/07/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
add a comment

Funzionari messicani impediscono alle vittime di stupro di ottenere un aborto legale e sicuro, e non puniscono gli stupri e le violenze sessuali dentro e fuori la famiglia. Rapporto di Human Rights Watch.

Il rapporto di 92 pagine mette in luce la mancanza di rispetto, il sospetto e l’indifferenza che le vittime di stupro rimaste incinte affrontano. Il rapporto dimostra la mancanza di punizione per stupri e altre forme di violenza sessuale in diversi stati del Messico.

Le vittime di stupro rimaste incinte vengono praticamente aggredite due volte, prima dai bastardi che le violentano e poi dai funzionari che le ignorano, le insultano e negano loro un aborto legale. Oltre al danno, le beffe.

L’aborto in Messico è illegale, e su questo non voglio prendere posizione, ma una vittima di uno stupro ha il diritto, in tutti gli stati “civili”, ad un aborto legale. Quando una donna tenta di far valere questo diritto, affronta svariate difficoltà e innumerevoli ostacoli. La tecnica generale è quella di scoraggiare e ritardare gli aborti, con tempi che ovviamente tendono ad arrivare a 9 mesi. Gente simpatica.

Credo comunque di non aver ben rappresentato la crudeltà della situazione, voglio dunque prendere l’esempio di un assistente sociale in Jalisco che ha mostrato un video anti-aborto, scientificamente errato, ad una ragazza di 13 anni che era stata stuprata e messa incinta da un membro della famiglia. Alcuni funzionari pubblici minacciano la prigione a donne che vogliono seguire la strada dell’aborto legale, mentre alcuni dottori dicono a donne e ragazze che un aborto le ucciderebbe, senza motivazioni. I risultati di tutto questo? Molte vittime risolvono con aborti clandestini che mettono a rischio la loro salute e la loro vita. Minorenni violentate dai loro padri o da altri membri della famiglia invece spesso si trovano a portare avanti una gravidanza indesiderata.

Quando l’aborto è criminalizzato, molti diritti vengono negati. Il diritto all’uguaglianza, alla non discriminazione, alla vita, alla salute mentale e fisica, giusto per citarne alcuni.

Il governo stima che più di 120.000 donne e ragazze sono stuprate in Messico ogni anno. Ma una ricerca dello stesso governo mostra che circa il 10% delle donne sono vittime, ogni anno, di violenza fisica. Nel resto del mondo, le violenze fisiche sulle donne sono per il 30-40% stupri. Cosa ne deduciamo da questo? Che probabilmente ci sono più di un milione di stupri ogni anno, il che significa che molte ragazze subiscono stupri reiterati.

Ce ne laviamo le mani anche noi? Siamo testimoni di un crimine, se non lo denunciamo ne saremo anche complici.

Fonte.