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Malalai Joya: è ancora inverno. 13/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Come sapete, Malalai Joya è un membro del parlamento dell’Afghanistan, composto per la maggior parte da “signori della guerra” e fondamentalisti che sono direttamente o indirettamente coinvolti nella violazione dei diritti umani nel paese. Loro attualmente dominano il nuovo parlamento utilizzando armi, forza, soldi e intimidazioni.

Assediata da violatori dei diritti umani e da elementi abietti nel parlamento, Joya è una determinata, popolare e schietta rappresentante delle persone; lei è lì per essere la voce dei senza-voce e delle persone oppresse, ha sempre coraggiosamente rivelato la verità e mostrato la natura criminale dei fondamentalismi.

Ci sono sforzi malvagi per zittire questa fragorosa “voce delle persone” per sempre. Le sue stesse parole: “Loro uccideranno me ma non la mia voce, perché sarà la voce di tutte le donne Afghane. Puoi tagliere i fiori, ma non puoi impedire la venuta della primavera”.

Nelle scorse settimane ha ricevuto minacce di morte tramite telefonate e anche in casi diretti. La sua vita è in grave pericolo; nel frattempo il governo afghano non sta prendendo nessuna iniziativa per garantire la sua sicurezza.

PER FAVORE AGISCI e non lasciare che i nemici dell’umanità soffochino l’unica speranza di una nazione che soffre sotto quei criminali, i “signori della guerra”.

Bombarda il governo afghano e altri funzionari interessati con le tue lettere di protesta e spronali a prendere azioni necessarie e serie per assicurare che la sua incolumità sia garantita.

Difendere Joya significa infatti difendere lo sforzo anti fondamentalistico del nostro popolo.

Grazie in anticipo per il tuo supporto e la soliderietà per Malalai Joya.

Invia gentilmente le tue lettere ai seguenti indirizzi:

Office of the President Mr. Hamid Karzai
Rafiullah.mojaddedi@afghanistangov.org

United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA)
Peace Street, Kabul
Fax: (+39-0831) 24 6069 AND (+1-212) 963 2669
spokesman-unama@un.org

ISAF (International Security Assistance Force)
Army Club, opposite Ministry of Civil Aviation, Kabul
pressoffice@isaf-hq.nato.int

Ministry of Foreign Affairs
Malak Azghar Road, Kabul
Fax: +1-866-890-9988 and +1-801-459-2967
contact@afghanistan-mfa.net

Ministry of Justice
info@moj.gov.af
eyaqubi@afghanistanrolp.org

Ministry of Interior
pressoffice@moi.gov.af

Afghanistan’s Parliament
hasib-n786@yahoo.com

Embassy of Afghanistan in the USA
2341 Wyoming Avenue, NW, Washington, DC 20008
Fax: 202-483-6488
info@embassyofafghanistan.org

Tradotto da: link.

Nuovamente, estremismo islamico e violenza 8/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Convenzioni sociali radicate profondamente e una crescita dell’estremismo islamico hanno causato, lo scorso anno in Bangladesh, migliaia di vittime tra donne e bambini.

Più di 3.000 donne e circa 4.000 bambini sono stati torturati fino alla morte nel 2005, secondo il rapporto rilasciato dal “Mass Line Media Centre”, un gruppo di monitoraggio dei media locali.

Le notizie date dai media lo scorso anno sono state analizzate, scoprendo che molte donne sono state stuprate, picchiate o bruciate con l’acido da amanti respinti o per doti non pagate. Molti bambini, provenienti da famiglie povere, venivano invece trafficati fuori dal paese, e parecchi di loro violentati dai trafficanti, afferma il rapporto. I ricercatori hanno verificato che almeno 435 bambini sono stati vittime di questo traffico l’anno passato, anche se molti sono stati salvati dalla polizia. “Siamo frustrati nel vedere una tale situazione deprimente della nostra società,” sostiene l’attivista per i diritti umani, Shaheen Anam. “Non possiamo vivere in tali condizioni di violenza e odio.”

Nel frattempo alcuni attivisti per i diritti umani affermano che l’aumento dell’estremismo islamico sarà un fattore determinante nel deterioramento della situazione delle donne. Le donne sono sempre più spesso punite da estremisti islamici perché non portano il velo, simbolo di pudore in molte società islamiche, fuori di casa, dice Sultana Kamal, un avvocato e un attivista per i diritti umani. “E’ una tendenza nuova, sicuramente pericolosa,” prosegue Kamal. “Alimenterà la violenza sulle donne in futuro.”

Tradotto da: link.

Una tale tristezza mi affligge, da non poterlo commentare. Non avrei comunque nulla da aggiungere.

Tolleranza Zero 6/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Oggi e’ il 6 Febbraio, la news si commenta da sola. Tolleranza Zero. Punto.

La primavera inarrestabile 6/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Malalai Joya è una delle più popolari parlamentari in Afghanistan ed ha più volte preso posizioni risolute contro gli ex combattenti Mujahideen, che prevalgono nel nuovo governo. Ma Joya e molte delle sue sostenitrici temono che verrà assassinata.
Lei stessa descrive quello che le sta per accadere, sembra lo faccia con una apparente paura e a volte forse con una romantica consapevolezza del suo martirio.
“Loro uccideranno me ma non la mia voce,” dice, “perché sarà la voce di tutte le donne Afghane. Puoi tagliere i fiori, ma non puoi impedire la venuta della primavera.”
La parlamentare ventisettenne è la donna più famosa in Afghanistan.

E mentre in Afghanistan vengono uccise le poetesse, Joya fa sentire forte la sua voce, mostra di non volersi piegare alla teocrazia fallocratica, che sta nuovamente rinascendo in un paese che ha da poco vissuto uno dei medioevi più bui della storia. Vi ricordo che sotto il regime dei talebani le donne non potevano nemmeno ridere in pubblico, tanto meno cantare.

Se qualche invasato musulmano mi sta leggendo, lo metto in guardia: se Joya viene assassinata ne farò io stesso una martire e dovrete venire a casa mia a sgozzarmi per farmi tacere. Baci.

Fonte.

L’Europa medioevale 6/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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La misteriosa morte di Samira Munir, una politica norvegese, a Oslo, arriva come un deterrente raggelante per le donne musulmane che parlano apertamente delle violenze contro le donne nelle loro comunità occidentali.
La battaglia contro il velo in Europa sembra aver reclamato un’altra vittima. Samira Munira, di origini pakistane e prima donna musulmana a supportare il bando del velo nelle scuole norvegesi, è morta misteriosamente nella periferia di Oslo.
La sua morte arriva come una doccia fredda per tutte le donne che cercano riforme piuttosto che adattarsi e conformarsi alle regole religiose nelle comunità occidentali. E’ un messaggio forte, preciso, che parla chiaro: “State attente, zitte.”

Che dire, vi chiederete come mai questa morte appaia sospetta. Semplicemente perché erano giorni che lei riceveva chiamate intimidatorie e veniva, anzi, seguita e avvicinata da uomini musulmani che cercavano di farle del male. Una morte del tutto inaspettata. C’è altro da aggiungere, è stata più volte convocata dall’ambasciatore pakistano che ha menzionato il fatto che “la famiglia di lei vivesse ancora in Pakistan”.
Ma lei non si è arresa o persa d’animo, nelle interviste successive a questi fatti, lei stessa li raccontava. Lottava per l’eliminazione del velo ed è stata eliminata.

Un’ultima osservazione, capisco le credenze religiose e le rispetto. Non riesco però a tollerare che in Europa, un paese libero, di una libertà conquistata col sangue, si possa ancora permettere che vengano calpestati i diritti delle donne solo perché “di una fede diversa dalla nostra”. Non c’è fede e non c’è religione che possa permettersi di infangare i diritti umani. Non venitemi a dire che solo perché qualcosa è dogma di una religione debba essere tollerata, non c’è relativismo che tenga in queste cose: i diritti umani sono universali e assoluti. Punto e basta.

Da: link.

Lo spettacolo ha inizio 2/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Da: link.
Venite gente! Venite! Accorrete numerosi! Lo spettacolo ha inizio! La nuova attrazione del nostro fantastico circo! Pensate, una fustigazione in pubblico di una donna che si è macchiata di un oltraggioso, insolente, squallido, schifosissimo, disgustoso, ripugnante e riprovevole crimine! Osservate, ha addirittura osato restare nella stessa casa da sola con il suo fidanzato! Venite! Venite! Nel circo Islamradicale questo ed altro! Successivamente si terrà lo spettacolo di leoni e bestie, animali di valore sicuramente maggiore a quello delle donne.

Libere elezioni 1/02/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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E mentre Hamas, dopo aver vinto le elezioni, promette che adotterà la Sharia come legge ufficiale di stato, Naila Ayesh, una donna sposata che frequenta spesso Gaza in abiti occidentali, ha già notato un sottile cambiamento dopo le elezioni. “Puoi addirittura sentire i bambini dirti, ‘il tuo capo non è coperto ma è solo questione di tempo. Puoi guidare adesso, ma tra poco non potrai più farlo.”
Lei racconta anche come ha reagito un vicino al fatto che lei mandasse sua figlia ad una scuola americana di Gaza: “Cosa? La mandi alla scuola dei crociati?”, “Perché non la mandi alla scuola Sheikh Ahmed Yassin dove può studiare le lingue come anche il Corano?”. Ayesh aggiunge anche: “Tutto questo accadeva anche prima ma è molto più frequente dopo le lezioni.”

Mi auguro che l’integralismo non abbia il sopravvento dopo queste votazioni. Mi auguro che non vengano cancellati i pochi progressi fatti. Mi auguro infine, ancora una volta, che non sia stato sancito il declino dei diritti delle donne in Palestina.

Fonte 1.
Fonte 2.