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Libere di mutilarsi 19/01/2006

Posted by Antonio Beccaria in Human Rights.
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Una stima di tre milioni di ragazze e donne, molte di loro nell’Africa subsahariana e nel Medio Oriente, subiscono una mutilazione genitale femminile ogni anno, secondo un rapporto dell’Unicef.

Il rapporto dice che l’usanza – “una procedura pericolosa e potenzialmente mortale” – potrebbe essere eliminata in una singola generazione con impegno e supporto dei governi e delle comunità. E’ una pratica sociale, non religiosa.

Secondo il rapporto, la pratica è una delle più gravi forme occulte di violazioni dei diritti.
Una raccolta migliore di dati ha rivelato che la pratica è più diffusa di quanto si pensasse in precedenza, aumentando la stima annuale di due milioni. A causa della natura privata della MGF (mutilazione genitale femminile) è “impossibile” stabilire il numero di donne o ragazze che muoiono a causa di questa ogni anno.

“In 28 paesi dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente dove la MGF è effettuata, circa 130 milioni di ragazze e donne sono state vittime di questa pratica”, dice un comunicato del rapporto.

Quasi metà delle tre milioni di ragazze colpite sono in Egitto ed Etiopia, continua il rapporto. Fermare questa pratica non è solo questione di far rispettare la legge, aggiunge.
La mutilazione genitale femminile, spesso chiamata infibulazione, è una pratica tradizionale che si ritiene aumenti la bellezza di una ragazza, attenui i suoi desideri sessuali, conservi il suo onore e accresca la sua “maritabilità”.
Dove è praticata, fa parte dell’identità sessuale culturale.

“La procedura conferisce un senso d’orgoglio, di maturità e di appartenenza alla comunità”, dice il rapporto. La sua mancata realizzazione “porta vergogna ed emarginazione” della ragazza e della sua famiglia.

Realizzando quanto socialmente sia radicata questa pratica, l’Unicef analizza modi per assicurare che la decisione di abbandonare la MGF rispecchi una “scelta collettiva” piuttosto che imporre un bando forzato. Giovani delegati da Egitto, Sudan, Yemen e altri stanno preparando una dichiarazione per Giovedì sui loro sforzi per promuovere l’abbandono della pratica.

Le più attendibili fonti disponibili sulla diffusione della pratica si concentrano su donne dai 15 ai 49 anni che hanno subito qualche forma di mutilazione genitale, prosegue il rapporto, che sono provveduti principalmente da “Demographic and Health Surveys”. La maggior parte delle ragazze vengono mutilate tra i quattro e i dodici anni.

L’ultima istantanea disponibile per l’Egitto (2003) mostra che il 97% delle donne sposate ha subito una mutilazione genitale. Una indagine condotta in Etiopia (2000) mostra che l’80% delle donne tra i 15 e i 49 anni sono state infibulate.

Tradotto da: link.

Ricordando che in Italia rischiano questa sorte migliaia di bambine, non posso fare a meno di notare che ancora le donne, o meglio, le bambine sono libere di scegliere: mutilazione genitale o vergogna, emarginazione e una vita senza matrimonio.

Approfondimenti:
Infibulazione 1
Infibulazione 2

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